24/10/2011

"la verita' di informazione"

 

Non ho piu’ scritto, e’ vero, il perche’? sono stufa..ma non stufa di Sharm, sono stufa di continuare a scrivere e di ripetere, come tanti, che qua non c’e’ nessun problema, che e' tutto tranquillo, e invece non appena succede qualcosa al Cairo, eccoci di nuovo da capo, ecco di nuovo i tg che danno notizie allarmiste, che distruggono il nostro turismo e il lavoro di tanti in un servizio di 5 minuti, o forse anche meno.

Sono stufa di sentire sciocchezze al tg 5 e su rete 4, per caso fanno gli interessi di alcuni tour operators di proprieta’ di qualcuno che possiede mezza Italia? Oppure ci sono altre motivazioni non ancora ben chiare del perche’ da un evento, se pur grave, riescano a coinvolgere Sharm, a 500 km di distanza.

Scusate, ma quando la scorsa settimana c’e’ stata la rivolta a Roma, l’avete sentita anche a Milano? O a Venezia? No perche’ a questo punto mi dovete spiegare questa nuova teoria della diffusione delle proteste, qualche sociologo o antropologo legge il blog? Ha una spiegazione?

Secondo me molti di voi non hanno una spiegazione, vi fate impressionare e basta.

E devo dire che alcuni servizi sono montati molto bene, per esempio lo scontro tra cristiani e mussulmani, era concentrato in una zona ben precisa del Cairo, iniziato davanti alla sede della tv di stato, lo scontro da li' e' partito e li’ e’ rimasto. Purtroppo ci sono stati dei morti, a Roma non ci sono stati perche’ non c’erano i carriarmati senno’ vi volevo vedere a spostare dei carriarmati attraverso una folla impazzita, anche a Roma ci sarebbero stati morti e feriti. Quello che invece si evinceva dal servizio di canale 5 era che in tutto il Cairo, parliamo di 25 milioni di abitanti, stavano mettendo a ferro e fuoco la citta’ in uno scontro di religione dalle immagini apocalittiche: mancava solo che dicessero che era prossima la fine del mondo e che sarebbe partita proprio da qua.

A questo punto mi chiedo, ma questa e’ informazione? Si’ lo so la solita domanda retorica che non riceve mai risposta o meglio che riceve sempre la stessa risposta, i giornalisti scrivono quello che vogliono perche’ in Italia, come nel resto delle democrazie, esiste la liberta’ di parola.

Beh, se questa e’ liberta’ di parola e liberta’ di informazione, meno male che non ho fatto la giornalista, non mi ci sarei mai ritrovata in tanta immondizia.

Ora, pero', torniamo a noi: voglio che mi spiegate come funziona questa vostra nuova teoria della diffusione delle proteste, e’ collegata direttamente con le dinamiche della guerra civile? Della fine del mondo?

Quindi se anche vi mostrassimo una citta’ tranquilla, vi parlassimo da questa citta’ di pace voi continuereste con le vostre false supposizioni? Davanti alla realta’ dei fatti, continuereste a pensare che venire a Sharm significa andare in trincea?

Lo so, lo so, ci sono tanti che non si fanno influenzare da notizie false e tendenziose, che amano questa citta’ e sanno benissimo che e’ presidiata dalla polizia e che e’ piu’ che sicura. Allora ditemi, qual e’ il significato dell’aggettivo sicuro? Sicura e’ la vostra casa costruita accanto ad un’azienda chimica? Sicura e’ la scuola dove vanno i vostri figli, costruita con molta sabbia e poco cemento? Sicure sono le vostre strade, costruite cosi' sapientemente da ritrovarsi completamente alluvionate dopo un'ora di pioggia battente? O la galleria che attraversate ogni giorno dove non fanno manutenzione da almeno 2 anni perche’ non ci sono piu’ soldi? E questi sono solo piccoli esempi che escludono scontri come quelli di Roma.

E allora ditemi, che cos’e’ che vi spaventa tanto qua e che vi fa sentire tanto sicuri la’?

Ditemi, come vi fanno sentire queste poche parole che ho appena scritto, un po’ piu’ inquieti, un po’ piu’ agitati? Voi mi direte, ma si’ non generalizzare, non tutte le scuole, non tutte le strade sono state costruite fuori norma e la rivolta di Roma riguarda Roma, non e' indice di un fermento interno del Paese.

Bene, e’ al stessa cosa che vi continuiamo a ripetere noi da qua, NON GENERALIZZATE.

 

Mettete in pratica e per favore smettetela di intimorirvi a ogni pie’ sospinto..

 

 

01/08/2011

e lo chiamano giornalismo..

Sharm El Sheikh, oggi..tutto tranquillo sotto il sole, i soliti 46 gradi, ma nessun problema i 46 di qua sono come i vostri 32, siamo ancora vivi, nessun pericolo. O forse no, forse siamo in pericolo. Pare infatti che un simpatico giornalista triestino si sia divertito, per un briciolo di fama, a scrivere un articolo infamante dove Sharm viene descritta come una citta’ pericolosa, il titolo dell’articolo recita come segue “La primavera araba regala Sharm ad Al Qaida”. Inutile dire che dopo un moto di rabbia mi sono fatta una grassa risata, si’ perche’ pare che ormai pur di guadagnarsi la prima pagina certi supposti giornalisti siano pronti a scrivere qualunque cosa. Tanto per spiegare meglio il contenuto dell’articolo, il simpatico giornalista che non merita neanche di essere citato per nome, ha pensato bene di collegare i fatti avvenuti ad Al Arish, nel Nord del Sinai, dove ci sono state effettivamente delle piccole sommosse, dicevo, ha collegato i fatti la’ avvenuti negli ultimi giorni alla nostra bella Sharm passando per la terrificante Al Qaida, un nome che gia’ da solo fa paura. Il collegamento di fatto che la sua mente ha partorito e’ stato il seguente: ad Al Arish ci sono stati effettivamnte dei problemi, i problemi sono riconducibili, secondo le sue fonti (quali siano non e’ dato sapere) ad Al Qaida, essendo Al Arish nella penisola del Sinai dove si trova Sharm El Sheikh, ne consegue che anche Sharm El Sheikh e’ sotto il controllo o la minaccia di Al Qaida. Un ragionamento che non fa una piega se non fosse che le sue deduzioni sono completamente infondate e assolutamente arbitrarie. Innanzitutto Al Arish si trova nel Nord del Sinai, ben lontana da Sharm El Sheikh, in secondo luogo non e’ affatto sotto il controllo di Al Qaida ma chiunque sia minimamente informato sui fatti accaduti in Egitto dopo il 25/01 sapra' che siamo ancora sotto un governo militare provvisorio e finche’ la situazione non si stabilizzera’ ci sara’ sempre qualcuno che cerchera’ di alzare la cresta, i beduini per esempio che per anni sono stati maltrattati dal governo Egiziano e che occupano la penisola del Sinai.

 

In tutto questo pero’ mi viene da chiedermi: che c’entra Sharm El Sheikh? Vi consiglio di leggere la fine dell’articolo, mi sono piegata dal ridere arrivata alla seguente frase: il giornalista riferendosi sempre ad Al Qaida dice “Un esercito accampato sulle dune intorno a Sharm El Sheik e pronto a trasformare in prede i turisti innamorati del Mar Rosso e della sua barriera corallina”.

Oggi pomeriggio, tornando dal mare, mi sono fermata a Sharm vecchia a fare la spesa, effettivamente sia in spiaggia che al mercato mi sono sentita decisamente minacciata, mi sono immaginata orde di terroristi vestiti di nero che si nascondevano dietro ai bazar e mi osservavano saltellando con il mio vestitino corto e le infradito stile cappuccetto rosso nel bosco, mentre il lupo l'aspetta dietro l’angolo per farle la festa.

Ma questo signore proprio Sharm doveva scegliere per dare un po’ di smalto al suo misero articolo che se avesse menzionato solo Al Arish sarebbe finito in penultima pagina?

Tornata a casa ho controllato su facebook il profilo di questo simpatico giornalista, la sua immagine del profilo e’ quella di un uomo armato, forse lui? Con tanto di elmetto militare e mitra in mano, allora mi e’ venuto da chiedermi, chi e’ dunque il vero terrorista? Perche’ certo chi mette le bombe vere puo’ essere definito un terrorista, ma anche chi con la disinformazione fa terrorismo mediatico cercando di distruggere gratuitamente l’immagine di un Paese che a fatica, ormai da mesi, sta cercando di risollevarsi non e’ uno pseudo terrorista? Perche’ se un domani si mettessero in tanti a fare quello che ha fatto questo ignorante, non si generebbe l’effetto terrore intorno a Sharm e all’Egitto? Seguito dall’effetto no turisti no lavoro, seguito dall’effetto no soldi no cibo, e dalla disperazione di quante famiglie che non sapranno piu’ come tirare avanti, vivi ma senza nulla per sopravvivere.

La sua e' una bomba di altro genere ma in grado di mietere comunque le sue vittime.

 

Tu, caro giornalista, anche tu sei in qualche modo un terrorista, tu diffondi terrore con le tue false notizie nella speranza di ottenere un briciolo di fama, tu sei la vergogna della tua categoria.

Bene, ora attendiamo una rettifica dell’articolo, la seconda volta dopo la falsa notizia dei carri armati a Sharm di Canale 5, del famoso animatore che ne ha dette peste e corna di Sharm El Sheikh solo perche’ era rimasto senza soldi e cercava una via facile per elemosinare un biglietto di ritorno, e per finire in bellezza non ci siamo fatti mancare neanche il terrorista mediatico in cerca di fama. Ci volete lasciare in pace? Guardatevi in casa che ne avete da raccontare, senza dover neanche inventare.

27/06/2011

eccomi!

 

Sono stata assente lo so, l’effetto post revolution ha colpito anche me per quanto possiamo tranquillamente affermare che qua a Sharm non e’ mai successo nulla di concreto. In realta’ e’ stato qualcosa che si respirava nell’aria, come un sapore acre che ha preso il posto del profumo di spezie e del dolciastro piacere del divertimento non-stop della giostra Sharmese. Per un momento anche noi siamo stati scaraventati nella realta’ di tutti giorni, una realta’ da terzo mondo fatta di un 40% di analfabeti, disoccupati, sotto pagati, ma soprattutto arrabbiati, derubati da un governo che sorto dalle ceneri della guerra contro Israele, col tempo, ha dimenticato quei principi per cui aveva combattutto, quel senso di amore e rispetto per la propria patria, in nome del Dio denaro.

 

Per un mese e mezzo abbiamo vissuto nell’incertezza di restare o andare, di quello che ne sarebbe stato del nostro lavoro, delle nostre case, in fondo anche della nostra vita, perche’ per molti di noi questo Paese e’ come una seconda casa e lasciare la propria casa non e’ mai facile.

 

Molti sono partiti, per il bene proprio e dei loro figli, decisione piu’ che saggia in questo regime di incertezza venutosi a creare, altri sono rimasti, alcuni senza lavoro, la maggior parte nella speranza che tutto tornasse come prima. C’e’ stato come un cambio generazionale, una generazione di espatriati e’ andata lasciando il posto a nuovi residenti.

 

Poi finalmente la ripresa, almeno cosi’ sembrava, quando a Marzo l’Italia ha riaperto i voli abbiamo ricominciato a sperare e ci siamo augurati che tutti voi cominciaste a tornare. Siete venuti, non in tanti ma siete venuti, per ridare vita a questa citta’. Avete tenuto duro fino a Pasqua, a quel punto pero’ le agenzie di viaggio avevano iniziato il famoso sabotaggio per cui per comprare un pacchetto per Sharm bisognava pregare ed implorare. Le risposte piu’ frequenti erano “tutto completo” “non abbiamo pacchetti” “abbiamo pacchetti a 700 Euro” "vada in Spagna che si trovera’ bene", oppure in qualche isola Greca. Ma prima il terremoto in Spagna, poi le sommosse di protesta in Grecia hanno provato che nessun posto e’ veramente sicuro, e allo stesso tempo veramente pericoloso, ma e’ sempre e solo una questione di destino.

 

Finalmente vi stiamo vedendo tornare, finalmente le agezie offrono nuovamente pacchetti a buon prezzo e voi state riponendo di nuovo fiducia in questo Paese. Alla fine la rivoluzione e’ stato un tentativo di cambiamento, un dire basta al vecchio regime ladro per offrire qualcosa di meglio ai propri figli, qualcosa di meglio di un 40% di analfabeti, di milioni di persone che vivono sulla soglia della poverta’ mentre una gang di pochi eletti intascava somme innominabili, che non avrebbero speso neanche in 10 vite.

 

A Settembre ci saranno le elezioni e si vedra’, solo allora si capira’ se la scelta e’ stata quella giusta, nel frattempo godetevi l’Egitto di oggi, siate testimoni e supportate IL CAMBIAMENTO, non succede tutti i giorni di vedere una rivoluzione tanto sentita ma allo stesso pacifica e intelligente.